Vita da Commessa

Il cliente dell’ultimo minuto.

Hai presente il giorno in cui sei organizzato alla perfezione, con tutti gli impegni incastrati puntigliosamente uno dietro l’altro, gli orari che combaciano incredibilmente, hai tutta la giornata calcolata nei minimi dettagli? Beh io no, comunque…hai presente il giorno in cui hai un appuntamento importante che aspettavi da tempo, il giorno in cui c’è una cena alla quale non si può assolutamente mancare e vorresti arrivare puntuale e impeccabile, pettinato e profumato, senza far niente di fretta?

Bene, sappi che puoi organizzarti quanto vuoi, ma quel giorno tutti i tuoi piani salteranno. Perché arriverà lui: IL CLIENTE DELL’ULTIMO MINUTO. Stanne certo.

Oggi vorrei analizzare da vicino questa tipologia di cliente che ti manda letteralmente fuori di testa.

Probabilmente il cliente più odiato da tutti i commessi e le commesse del mondo. Lui, quello che ci prende la mira, quello che annusa la tua paura. Lui lo sa che hai da fare, lo sa che quella sera hai un appuntamento speciale, lo sa che sei di fretta, lo sa che hai un impegno. Lui fiuta le tue emozioni, sente le vibrazioni della tua fretta e decide di fare quello che tu ogni giorno speri non faccia: entrare a un minuto dalla chiusura.

Lo vedi arrivare, a volte provi una corsa contro il tempo, provi ad essere più veloce di lui e tenti di chiudere la porta prima che faccia capolino con il suo bel sorriso finto e la sua faccia da schiaffi, ma è sempre più veloce di te.

Lui entra e pretende di rimanere.

Inutile dirgli che siete in chiusura, che ha solo un minuto, che sei lì dalla mattina alle 9, che hai fame, sonno, freddo, stanchezza, febbre, raffreddore, appuntamenti, matrimoni, cene, gente che ti aspetta. Lui pretende di vedere, di provare il 50% dei capi presenti in negozio. Che poi ti va bene se ne compra almeno uno.

Il cliente dell’ultimo minuto è un recidivo. Non è uno che lo fa una volta sola, NO. E’ cronico, è patologico.Poveretto, sarà qualcuno che lavora fino a tardi e non riesce a passare prima, si potrebbe pensare. E INVECE NO.

La maggior parte delle volte si tratta di qualcuno che esce da lavoro presto, o addirittura che non lavora. Non ha fatto un cacchio per almeno la metà della giornata. E non lo dico io, ma te lo viene a dire lui, ti racconta quello che NON ha fatto. A volte sei proprio tu a vederlo: prima al bar, poi fuori dal negozio che parla per 3 ore con tutte le persone che gli capitano sotto mano, poi parla per altrettante ore al telefono, poi Whatsapp, poi guarda che bel cagnolino, poi “oh t’ho una farfalla”, poi ” oh guarda è cresciuto un fiore sul cemento”, poi ZAAAC, entra in negozio. Proprio quando tu stai andando a chiudere. Come se ci facesse apposta, come se ti stesse controllando, come se a fine serata la merce costasse meno. Ti svelo una cosa amico: non è così. Anzi, quasi quasi te la metto a prezzo più alto, così magari ti levi il vizio.

Preparatevi a correre, colleghi. A lui piace entrare in scena sopratutto nel weekend.

Ogni sera un commesso sa che dovrà correre più veloce del cliente dell’ultimo minuto se vorrà uscire dal negozio in orario e arrivare puntuale agli appuntamenti presi.

 

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6 Commenti

  • Reply vanessa 24 luglio 2017 at 22:05

    Io lavoro in un supermercato e ci tengo a precisare che l’ ultimo cliente va trattato come se fosse il primo con il sorriso sulle labbra. I tuoi impegni sono affari tuoi, tu sei pagato per prestare un servizio quindi ti sevi comportare educatamente.Se ci sono problemi di ritardo in chiusura ti fai spostare un 15 minuti in avanti l’orario di fine turno.

  • Reply vanessa 24 luglio 2017 at 22:34

    Io lavoro in un supermercato e ci tengo a precisare che l’ ultimo cliente va trattato come se fosse il primo con il sorriso sulle labbra. I tuoi impegni sono affari tuoi, tu sei pagato per prestare un servizio quindi ti devi comportare educatamente.Se ci sono problemi di ritardo in chiusura ti fai spostare un 15 minuti in avanti l’orario di fine turno.
    Chi si lamenta sempre che non vede l’ ora di scappare dal proprio lavoro, le consiglio di cambiare lavoro. Con i clienti ci vuole rispetto prima di tutto,calma, le devi saper ascoltare e servirli perche’ questo e’ il tuo lavoro. Sono 18 anni che lavoro come commessa, amo il mio lavoro e ho riscontrato notevoli riscontri positivi dai clienti.Ricordati di rispettare gli altri come tu vuoi essere rispettato. Spero di essere stata abbastanza chiara a commentare la vita da commessa.Saluti Vanessa.

    • Reply Giorgia 5 agosto 2017 at 17:49

      Mamma mia Vanessa….ma sei seria?
      innanzi tutto lavorare in un supermercato è molto diverso da lavorare in un negozio dove il cliente lo devi assistere e consigliare .
      Poi a te che lavori per una catena magari il turno te lo spostano di 15 minuti…a noi povere commesse di negozio dopo le 19.30 è tutto in regalo.
      Peccato che non sei nel super davanti al mio negozio….verrei un po a scegliere il detersivo migliore per le tende mentre stai chiudendo la cassa….ma forse per te sarebbe una gioia uscire mezzora dopo …può darsi….
      per ultimo ma non meno importante molte di noi amano il proprio lavoro anche se alle 19.30 scattiamo come felini per chiudere e goderci la vita!!
      E fattela ‘na risata!!!!

      • Laura
        Reply Laura 24 agosto 2017 at 11:30

        Della serie: amo il mio lavoro ma amo di più casa mia

  • Reply Valeria 11 settembre 2017 at 8:49

    La cosa che mi manda fuori di testa è che i clienti non capiscono che l’orario di chiusura si riferisce all’ultimo momento in cui possono uscire dal negozio, non quello in cui possono ENTRARE.
    Se entri alle 19.29 lo capisci che devi provare/chiedere/decidere/pagare in un minuto? Pensi di farcela? Ovviamente no! E noi commessi dobbiamo servirti e magicamente nello stesso momento fare le pulizie/contare le casse/chiudere tutto, perché l’azienda non prevede che ti fermi oltre il turno (e non lo vogliamo nemmeno).

    • Laura
      Reply Laura 11 settembre 2017 at 18:12

      Secondo me il problema è che non gliene frega proprio niente dell’arrivo di chiusura!

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