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Vita da Commessa

Il cliente tuttologo

Ci sono cose nella vita che non puoi sapere.

Tipo, perché ti viene il ciclo il primo lunedì di vacanza dopo un anno di lavoro? Perché ci sono periodi in cui non ti si fila nemmeno il gruppo di muratori che ti mandano baci dal finestrino del furgone mentre cammini per strada e periodi in cui ti scrive anche il  fidanzato dell’asilo? Oppure, perché arrivano 57 colli quando hai il negozio pieno di clienti urlanti e quando non hai un cacchio da fare non entra nemmeno qualcuno per spicciare i soldi per il parcheggio?

Ci sono cose nella vita che non puoi sapere, ma il cliente tuttologo sì. Lui sa tutto di tutto.

Il cliente tuttologo non entra in negozio per comprare, entra per diffondere il suo verbo. Di solito accompagna un povero amico/moglie/ parente sventurato che è costretto a sorbirsi tutti i suoi consigli, non richiesti, su look e outfit of the day. 

Il cliente tuttologo è, infatti, un fashion blogger. Ma anche un fashion designer, interior designer, esperto di economia, antropologia, sociologia, merceologia, geologia, architettura, geografia, ginecologia, make-up e fattideglialtriologia

Lui sa da di che tessuto è fatta la maglia che gli stai proponendo, sa dove è stata fatta, chi l’ha fatta, quanto ci ha messo e quanto è stato pagato. E ti interroga, per vedere se tu sai almeno quanto lui di quel prodotto. Caro tuttologo, già fare la commessa è stressante perché devo combattere con clienti anche peggiori di te, evita per favore di farmi sentire come a scuola quando il Prof. se ne usciva con un’ interrogazione a sorpresa e tu, ovviamente, non avendo studiato, iniziavi a pregare tutti gli Dei esistenti (o non esistenti ) di salvarti dall’imminente catastrofe scolastica promettendo che da quel giorno in poi avresti studiato ogni minuto. Come no.

Ovviamente è anche un esperto di allestimenti e ti dà consigli, sempre non richiesti, su come e dove posizionare i prodotti, come se tu li lanciassi in negozio a caso senza un minimo di studio dietro. Sa anche cosa devi mettere in vetrina e sopratutto sa che cosa c’era esposto un mese prima. Se provi a contraddirlo, dicendogli che si sta sbagliando, che l’abito di cui lui parla era sulla vetrina del negozio vicino al tuo, non ti crede e continua ad essere fermo sulla sua posizione pensando che tu sia una cretina smemorata. Vorrei farti presente che sono io che lavoro qui, che sto dentro queste quattro mura 6 giorni su 7, faccio le vetrine e ogni capo che vedi in negozio è già passato tra le mie mani 657 volte da quando è arrivato due settimane fa.

Quando consigli al cliente tuttologo (sotto sua richiesta perché altrimenti chi si azzarderebbe), un abbinamento non è mai d’accordo su niente e ti guarda come se gli avessi proposto una camicia di lana ad Agosto. Al suo diciassettesimo NO seguito dal tuo diciassettesimo finto sorriso, hai voglia di lanciargli tutti i capi provati e scartati in faccia. Purtroppo però non puoi farlo perché rimarresti senza lavoro.

Quindi, il mio spassionatissimo consiglio per sopravvivere al cliente tuttologo è: armatevi di penna, quaderno per gli appunti e finta ignoranza. Certe personalità vanno assecondate e nutrite, combatterle è uno spreco di energie.

Energie che noi commessi non possiamo permetterci di perdere, perché ci serviranno con altri clienti ben più temibili di lui. 

 

 

 

 

 

 

 

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