Vita da Commessa

5 errori da commessa che non farai mai più.

Ogni mestiere, si sa, ha i suoi rischi e pericoli. Alcuni ne hanno di più, altri di meno. Alcuni rischi sono più pericolosi, altri meno.

Ecco: quello da commessa non è un lavoro pericoloso a livello fisico, diciamocelo. Nel peggiore dei casi potrebbe capitarti di ficcarti un cartellino dentro un occhio o sbattere contro la stessa mensola per dieci volte al giorno. Mensola che sta lì da tipo 25 anni.
A livello mentale, invece, fare la commessa è probabilmente uno dei mestieri più pericolosi, ma evito di argomentare questo punto perché non ho intenzione di scrivere la Divina Commedia, oggi.

Gli errori più frequenti nella vita di una commessa?

  • Sbagliare il resto
  • Dimenticarsi di mettere un capo pagato dal cliente nella busta
  • Non indovinare la taglia del cliente con conseguente offesa di quest’ultimo. Colgo l’occasione per ricordare a tutti che “la mia” non è a una taglia e che se stai indossando un piumino spesso 10 centimetri lungo fino alle ginocchia è un po’ difficile per noi commessi indovinare come sei fatto lì sotto.

Ma ci sono sbagli che, una volta fatti, non ripeterai mai più. MAI PIU‘.
Perché le conseguenze saranno talmente tanto devastanti che imparerai da solo la lezione.

Ecco a voi la mia personale (ma sono sicura condivisa da molti colleghi) lista dei 5 errori che, una volta fatti, non ripeterai.

(E se non li hai ancora fatti…ehm, come dire…”Uomo avvisato mezzo salvato!”)

1- Arrivare in anticipo al lavoro. Perché non avrai tempo di fare quello che pensavi di aver potuto fare. Prenderti un caffè con calma, fare due parole con la tua collega, capire dove sei e dove ti trovi. Perché il primo cliente della giornata appena ti vedrà entrare in negozio, comincerà a bussare sulla porta. Pretendendo di entrare. Anche se hai un aspirapolvere in mano. In quel caso, però, potresti far finta di non sentirlo a causa del rumore prodotto dall’elettrodomestico. E vi assicuro che qualcuno è davvero forte. Tipo un aereo che decolla. Una volta che abbiamo trovato una scusa per l’udito, non resta che una cosa: non incrociare il suo sguardo. Mai alzare la testa verso la porta. Anche perché, se decidessi di aprirgli, stai pur certa che improvvisamente si materializzerebbero altre 3-4 persone con lui.

2-Vestire un manichino con più di 3 capi. Arriva sempre, nella vita di una commessa, quel giorno in cui si sente talmente tanto ispirata e creativa che decide di mostrare al mondo il Roberto Cavalli che si nasconde in lei. E lo fa con l’unico soggetto a forma di umano che puo accettare di essere vestito da una commessa in preda ad un attacco d’arte senza dire A: il manichino. Ma attenzione, il modello in questione, non si muove nemmeno, non collabora in nessun modo. Anzi, proprio quel giorno deciderà che il braccio, una volta staccato dal corpo, non si rimetterà più. E tu rimarrai 3 ore in vetrina, con i faretti puntati addosso che porteranno la tua temperatura corporea alle stelle che eccoti all’improvviso alle Hawaii. I passanti si fermeranno a fissarti, facendo crescere il tuo imbarazzo e di conseguenza la tua temperatura corporea e dalle Hawaii passerai direttamente all’equatore. La situazione peggiorerà se i capi in questione saranno maglioni e piumini. O camice. Infilare un braccio del manichino dentro una manica fatta di 4 strati diversi di tessuto potrebbe rovinarti la giornata.

3-Vedere un “cliente no” e sacrificarti al posto della tua collega. Perché dovresti farlo? Perché la volta precedente è capitato a lei? Pazienza! È la legge della sopravvivenza. Il “cliente no” non si prende per scelta o per un improvviso atto eroico. Il cliente no va a chi capita. Per sfuggirgli vai in bagno.

4-Aprire la porta al cliente dell’ultimo minuto che diceva che ti avrebbe chiesto solo una cosa. Perché non è vero. Sta mentendo e lui lo sa. Sbucherà con quella testolina curiosa e, alla fine, centimetro dopo centimetro entrerà in negozio. E proverà anche qualcosa.

5-Credere nell’esistenza della domenica.

 

 

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